La disputa legale tra l’attrice Blake Lively e il suo co-protagonista in It Ends With Us Justin Baldoni si sta avviando verso una resa dei conti in tribunale. A seguito del fallimento delle trattative per una soluzione, entrambe le parti dovrebbero comparire davanti a un giudice il 18 maggio.
Зміст
Una battuta d’arresto legale significativa
Lo slancio della causa è cambiato radicalmente il 2 aprile, quando il giudice Lewis Liman ha emesso un’esauriente sentenza di 162 pagine. La decisione è stata un duro colpo per la strategia legale di Lively, poiché il giudice ha respinto 10 delle 13 richieste originali.
Il licenziamento è incentrato in gran parte su questioni giurisdizionali. Nello specifico, il giudice ha stabilito che le accuse di molestie sessuali di Lively non avevano un “collegamento sostanziale” con la California, un requisito legale necessario per sostenere quelle accuse specifiche in quella sede.
Anche se le accuse di molestie sessuali sono state respinte, la causa è lungi dall’essere conclusa. Il team legale di Lively sta procedendo con due pilastri principali del suo caso:
– Diffamazione
– Ritorsioni
Dentro la pressione per stabilirsi
Nonostante la riduzione delle richieste di risarcimento, Lively sta affrontando crescenti pressioni da parte della sua cerchia più ristretta per porre fine al contenzioso. Secondo quanto riportato da Naughty But Nice Substack, fonti vicine all’attrice la stanno “pregando di accontentarsi”, citando preoccupazioni per le ricadute a lungo termine.
“Questa non è la vittoria che lei pensa. Il caso ora è più debole, non più forte”, avrebbe detto a Rob Shuter un insider.
Questa tensione interna evidenzia un dilemma comune nelle controversie sulle celebrità di alto profilo: la lotta tra la ricerca di una rivendicazione legale e la mitigazione dell’”esaurimento della reputazione”. Per Lively, la battaglia legale non riguarda più solo il merito delle rivendicazioni, ma il costo per mantenerle agli occhi del pubblico.
La posizione di Lively: combattere il sistema
Sebbene la sua posizione legale sia stata ristretta, Lively rimane ribelle. In una recente dichiarazione sui social media, ha inquadrato la sua causa non solo come un reclamo personale, ma come una crociata sistemica.
Ha sottolineato che il nucleo della sua motivazione è la ritorsione pervasiva che afferma di aver dovuto affrontare dopo aver richiesto un ambiente di lavoro sicuro. Continuando la lotta, Lively mira a segnalare agli altri che è possibile parlare contro ambienti professionali dannosi, nonostante le difficoltà personali e legali coinvolte.
Gli alti costi del contenzioso pubblico
Con l’avvicinarsi del processo, il “verdetto” del tribunale dell’opinione pubblica è già stato emesso. Indipendentemente dalla sentenza giudiziaria finale, sia Lively che Baldoni hanno dovuto affrontare un esame approfondito che ha avuto un impatto sulla loro posizione nel settore.
L’imminente processo pone una domanda cruciale per entrambe le parti: a che punto il perseguimento della giustizia diventa più dannoso della rimostranza originaria?
La prossima udienza del tribunale del 18 maggio determinerà se Lively potrà dimostrare con successo ritorsioni e diffamazione, o se la battaglia legale si tradurrà in ulteriori battute d’arresto per la sua reputazione professionale.


































