Il sollievo inaspettato di “murare” il telefono: un esperimento personale

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Lo smartphone moderno è diventato un’inevitabile estensione del sé. Per molti non è solo uno strumento, ma una compulsione. Quando ho incontrato per la prima volta Brick, un piccolo dispositivo fisico progettato per bloccare l’accesso ad app che distraggono, l’ho liquidato come un’altra soluzione tecnologica sopravvalutata a un problema di autocontrollo. A $ 59, sembrava assurdamente inutile. Tuttavia, poiché l’uso del mio telefono è diventato un’abitudine improduttiva, ho deciso di provarlo. Il risultato è stato sorprendentemente efficace.

Il problema: un ciclo di dipendenza

Il mio rapporto con il telefono era diventato patologico. Le mattine sono state sprecate scorrendo Instagram e TikTok e la giornata è iniziata prima. Il dispositivo non era semplicemente una perdita di tempo; era una dipendenza, attirava costantemente la mia attenzione con l’illusione di nuove notifiche. Ciò ha eroso la mia concentrazione e ha reso la presenza una lotta. Nonostante lo sapessi, ho continuato a cercarlo, senza nemmeno trovare soddisfazione nel flusso infinito di video in formato breve.

Come funziona il mattone: una barriera fisica

Il mattone funziona secondo un principio semplice: l’attrito fisico. Il dispositivo si accoppia con un’app in cui selezioni le app da bloccare. Una volta attivato, toccando il telefono sul Brick si disabilita l’accesso a tali app. Se si tenta di aprirli, viene visualizzata una schermata grigia con il messaggio “torna a vivere”, che è aggressivo ma efficace. Lo sblocco richiede la stessa interazione fisica, aggiungendo l’attrito sufficiente a rendere i controlli impulsivi meno automatici.

Perché funziona: superare i cicli di abitudini

La chiave non è solo la restrizione, ma lo sforzo deliberato richiesto per superarla. A differenza dei timer delle app integrati, che possono essere facilmente eliminati con un tocco, Brick introduce una barriera fisica. Il leggero inconveniente, soprattutto se si lascia il dispositivo altrove, costringe a una pausa di riflessione. Vuoi davvero sbloccare il telefono adesso? La risposta, sorprendentemente spesso, è no.

Il mattone consente anche un uso intenzionale. A differenza delle dimissioni forzate, che inevitabilmente falliscono, forniscono un ambiente controllato. L’eliminazione delle app ritarda solo l’inevitabile nuovo download; Brick rende l’accesso una scelta consapevole. Un esempio specifico: lasciando il Brick in cucina prima di andare a letto, ho eliminato lo scrolling notturno e ho migliorato il sonno.

Il potere della ludicizzazione e della responsabilità sociale

L’app Brick tiene traccia del tempo di blocco, creando una serie che attinge al nostro innato desiderio di progresso. Questa semplice ludicizzazione ha reso il rimanere offline sorprendentemente gratificante. Ancora più importante, il dispositivo ha suscitato curiosità e conversazione. Condividerlo con i colleghi ha portato a sfide e responsabilità reciproca. La lotta condivisa ha reso il processo più efficace e divertente.

La mia esperienza: dallo scetticismo al sollievo

Inizialmente, ho lottato con la coerenza. Ma una volta integrato Brick nella mia routine, soprattutto di notte e al mattino, i risultati sono stati trasformativi. Le mattine sono diventate più tranquille e mi sono ritrovato a ricorrere ai podcast invece che ai social media. Il costante bisogno di controllare il telefono è diminuito, sostituito da un senso di controllo.

In tre mesi ho utilizzato Brick per 30 giorni, ottenendo un record personale di 123 ore e 43 minuti ininterrotti. Non è una disciplina perfetta, ma è lo strumento più efficace che ho trovato per combattere la mia dipendenza dal telefono. Il sollievo è reale.

In definitiva, Brick non è una cura magica, ma un semplice promemoria fisico che l’intenzionalità è importante. Rompe i circuiti automatici della distrazione e ci costringe a chiederci: è davvero così che voglio trascorrere il mio tempo? Per molti, la risposta potrebbe essere semplicemente no.